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Napoli: 6 punti in 3 gare per mister Ancelotti. Preoccupa la difesa

08/09/2018

Napoli: 6 punti in 3 gare per mister Ancelotti. Preoccupa la difesa

Molti scettici non si sarebbero aspettati un inizio per certi aspetti positivo del nuovo Napoli, con alla guida Carlo Ancelotti. Gli allenatori si sa, hanno sempre bisogno di tempo per far assimilare alle proprie squadre tutti i loro concetti tattici e per vedere bel gioco, ma soprattutto portare a casa i risultati sperati, spesso i tifosi hanno avuto bisogno di pazientare e non poco. Con Sarri, che ha fatto vedere il più bel Napoli degli ultimi tempi, ad esempio, i punti al primo anno dopo tre giornate erano solo due, frutto di una sconfitta con il Sassuolo e due pari con Empoli e Samp. Anche lì tra l’altro le reti subite erano ben sei, due per gara. Il mercato senza colpi ad effetto e un paio di amichevoli andate per il verso sbagliato, avevano già fatto nascere qualche mugugno nell’ambiente partenopeo, ricredutosi almeno in parte poi, dopo le prime gare.

Il gioco, seppur diverso rispetto a quello visto nelle ultime tre stagioni, continua a divertire gli appassionati di fede azzurra e non solo: la qualità della rosa continua a fare la differenza ed anche se spesso la manovra avvolgente fa spazio a verticalizzazioni e cambi di gioco, il nuovo Napoli risulta essere tutt’altro che noioso e poco efficace. Da registrare invece, la fase difensiva del centrocampo, ancora troppo spesso la retroguardia è sola in balia degli attacchi avversari, e se è vero che il gol di Immobile era evitabilissimo nella prima giornata, è evidente anche che in altre situazioni ci sarebbe stato bisogno di più copertura da parte della mediana. A preoccupare non sono tanto le sei reti, maturate anche qui in tre match, ma il fatto che le ultime tre siano state subite da una squadra con cui la gara poteva esser gestita meglio. Al Ferraris, invece, gli azzurri, contrariamente a quanto successo con Lazio e Milan, non hanno saputo reagire allo svantaggio iniziale, portando alla fine a casa un brutto risultato ed un pesante passo indietro.

Ospina per ora non dà sicurezza, probabile anche che ci siano ancora difficoltà legate alla lingua per il portiere arrivato alla fine di agosto, ma anche tecnicamente per ora il trentenne, non si è segnalato che per un paio di uscite nelle sue prime due gare. Avendo già dato qualche alibi al pacchetto arretrato, in attesa di Ghoulam e della scoperta di Malcuit, possiamo analizzare quello che è il fulcro del gioco della compagine azzurra: il centrocampo. Allan è il solito lottatore, ma non potrà di certo combattere da solo per più di quaranta partite, Zielinski potrebbe essere indicato come l’uomo di maggior aiuto in quel senso ed anche se per ora in fase di non possesso ha alternato alti e bassi, in fase offensiva continua ad essere protagonista di una crescita esponenziale, mentre Marek Hamsik per adesso sembra volersi adagiare sul compito non dispendioso del suo nuovo ruolo, magari ancora da scoprire fino in fondo. Con lui si alternerà il più fisico Diawara, bene da subentrante nelle prime due gare e leggermente in calo nella disfatta di Genova. Resta un’incognita Ruiz, in ritardo per un problemino fisico e sin ora mai presente in partite ufficiali. Lì davanti gli azzurri non hanno che l’imbarazzo della scelta. Anche nella sconfitta contro la Samp comunque gli azzurri hanno creato tante occasioni, stavolta non capitalizzate, ma Milik e Mertens sono già a quota uno a testa, come Insigne. Verdi ha bisogno di un’altra occasione, Callejón sembra sempre insostituibile, presto, sarà difficile tenere in panca anche il giovane Ounas, vero funambolo a Genova. Ed ancora non è tornato il quinto piccoletto, Amin Younes...

Vincenzo Capuano 

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