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Napoli, cessione Hamsik: un giusto addio che meritava una diversa tempistica.

03/02/2019

Napoli, cessione Hamsik: un giusto addio che meritava una diversa tempistica.

Un avvenimento inaspettato. Un fulmine a ciel sereno, dopo il trionfo contro la Sampdoria. La notizia dell'addio di Marek Hamsik ha causato tumulto tra tifosi e addetti ai lavori: stupore, meraviglia, scetticismo. Ha preso tutti controtempo: Napoli non è pronta, il Napoli chissà. E dovrà gestire al meglio una situazione molto insidiosa.

Lo slovacco, capitano, leader silenzioso e storia del club azzurro è pronto ad abbracciare la terra del "Sol Levante", a cifre vertiginose. Andrà (salvo clamorosi colpi di scena) in Cina, al Dalian Yifang, che è pronto ad offrirgli un contratto importante ed una cifra altrettanto significativa verrà versata nella casse del Napoli.

Partenopei che, tuttavia, lasciano andare l'uomo intorno al quale Ancelotti era intenzionato a valorizzare nel suo centrocampo; l'uomo che, al suo ritorno in campo dal primo minuto, ha dimostrato che la squadra gira meravigliosamente con la sua presenza. "Marekiaro", pur in una stagione di alti e bassi, è stato un punto di riferimento per il tecnico di Reggiolo. Ed è il punto di congiunzione tra il passato ed il presente della storia dell'organico napoletano: è primatista per presenze totali in maglia azzurra (520), reti (121), apparizioni in Serie A (408) e UEFA (80). Statistiche che vanno oltre i numeri, record raggiunti sul rettangolo di gioco.

Il Napoli ha voluto accontentare il suo uomo-simbolo, procedendo in questo senso in maniera azzardata: dopo aver ceduto in prestito Rog al Siviglia, senza essersi cautelato dal punto di vista tecnico e numerico (come in passato). In rosa, attualmente, ci sono soltanto quattro centrocampisti centrali: Allan, Diawara, Zielinski e Fabian Ruiz. L'ex Udinese e l'ex Bologna sono mediani di interdizione. Il polacco è polivalente: dalle doti squisitamente offensive, ama "galoppare" palla al piede, cercando (e creando) spazi per rompere gli schieramenti avversari. Lo spagnolo è colui che, per caratteristiche, è destinato a raccogliere l'eredità lasciata da "Marekiaro". L'ex Betis è un talento cristallino, dal futuro splendente, su cui però ricadranno gli oneri e gli onori della zona nevralgica del campo.

La decisione rischiosa del Napoli di fare a meno, nel cuore della stagione, del suo capitano potrebbe anche significare altro: l'inizio anticipato di una prima rifondazione inevitabile; fiducia totale (quasi incondizionata) nel proprio gruppo e nella propria guida tecnica; o pensare al futuro - scenario pessimistico - dando già per conclusa questa annata.

In ogni caso, sarà necessario dare il massimo per conservare il secondo posto in campionato, cercando di sfruttare qualche passo falso della Juventus, e per onorare l'Europa League: una competizione difficile, ma alla portata degli azzurri. Azzurri che probabilmente avranno già salutato per l'ultima volta il proprio compagno, l'uomo della storia, con la speranza di poter scrivere pagine di una nuova favola da raccontare.  

Alessandro Alberto Di Porzio

Foto: SSC Napoli

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